Siete alla ricerca di un concime che unisca efficacia, risparmio e rispetto per l’ambiente. Non consideratevi esosi: le vostre richieste sono più che ragionevoli e la natura è in grado di mettervi a disposizione strumenti e materiali utili a raggiungere tale scopo. Oltre a occuparsi della vendita di piante, macchine agricole, mangime per animali, articoli per giardinaggio, terricci e concimi, TuttaNatura di Luca Rossi, azienda con sede a Grosseto, promuove uno stile di vita improntato al rispetto delle risorse naturali, dei cicli vitali delle piante e delle stagionalità. E proprio in ragione di ciò, oltre a segnalarvi la sua ampia scelta di concimi biologici di prima qualità, vuole svelarvi un trucco per ricavare dell’ottimo concime naturale da quello che avete in casa.

Parliamo del compost, un prodotto al 100% naturale ricavato dagli scarti domestici e dei lavori da giardino. Si tratta di una soluzione conosciuta da tutte le civiltà contadine sin dall’alba dei tempi, quando si accumulavano erba tagliata e rifiuti organici di animali in grossi covoni lasciati a fermentare all’aperto. L’azione degli agenti atmosferici, combinata con quella di batteri e vermi presenti sul terreno, generavano una trasformazione progressiva del materiale che, opportunamente rimescolato con cadenze periodiche, finiva per formare una palta più o meno omogenea ricchissima di sali minerali e altri nutrienti essenziali allo sviluppo delle piante.

Il segreto del compost è tutto nell’equilibrio tra materiali umidi (a base prevalentemente di azoto) e materiali secchi (con base di carbonio). L’azione di vermi e batteri, per essere corretta, deve giocarsi proprio sull’alternanza fra gli uni e gli altri nel medesimo “ambiente”. In questo modo, questi organismi saprofiti trovano l’habitat giusto per nutrirsi e al tempo stesso per riprodursi: il compost è la risultante del lavorio incessante di questi esserini sulle materie accumulate, oltre a quello dell’aria, che induce il processo di bio-ossidazione e umidificazione del tutto.

Sono numerosi i materiali di scarto che possono essere utilizzati per il compostaggio. Negli Stati Uniti si è soliti utilizzare persino la carta di giornale, nella convinzione che al giorno d’oggi gli inchiostri utilizzati per la stampa siano completamente biodegradabili; una teoria, quest’ultima, non avallata da tutti, e generalmente poco considerata in Europa. Tra i materiali comunemente accettati, figurano: fogliame caduto dagli alberi o anche frutti se non più edibili; tagli di siepi e di prato; scarti di potatura, purché tritati e sminuzzati (no a rami interi, perché si degradano molto lentamente), paglia, tessuti 100% naturali (lana, cotone, lino), cenere del camino, pellet, carbone.

Un discorso a parte meritano gli scarti alimentari. Essi sono degli ottimi coadiuvanti, ma molti di loro – soprattutto quelli di origine animale – hanno il difetto di attrarre uccelli e altri animali; pertanto, a meno che non si riesca a proteggere la zona di compostaggio con reti e teli in grado di formare una barriera antiodore, è meglio limitarsi agli scarti pressoché inodori come i gusci d’uovo, i fondi del caffè, le bucce di quasi tutti i frutti, i gusci di noce e di altra frutta secca. Per lo stesso motivo, le pur eccellenti (da un punto di vista nutrizionale per il terreno) deiezioni animali possono essere usate a loro volta solo in presenza delle sopracitate protezioni.

Il dosaggio di questi elementi deve essere calibrato nella maniera giusta, altrimenti il prodotto finale vedrà ridotta la sua efficacia. Se il compost è troppo secco, va corretto aggiungendo della semplice acqua. Viceversa, se è troppo umido bisogna ricorrere a sostanze ricche di carbonio: se non si dispone di paglia o foglie secche di scorta, andranno benissimo anche della semplice segatura, del truciolato o al limite del pellet, recuperabili in qualsiasi laboratorio di falegnameria.

Se si rispetta l’equilibrio fra secco e umido e le condizioni ideali per favorire il processo di bio-ossidazione (il cumulo di materiali deve essere a contatto contemporaneamente con l’aria e con il terreno), si può ottenere un buon compost in 10-12 mesi.